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A Montorio manifestazione contro le mancate dimissioni di Ciarrocchi

Attualità  | 13 February 2026

Teramo - Nel contesto attuale, segnato da tensioni sociali e crescenti disuguaglianze, le modifiche legislative che riguardano la libertà e l’integrità delle donne assumono un significato profondamente politico. La proposta di revisione dell’art. 609 bis del Codice penale, promossa dalla senatrice Giulia Bongiorno, interviene sul tema del consenso nei reati di violenza sessuale e rischia di incrinare principi affermati grazie a decenni di battaglie femministe e democratiche. La proposta di modifica dell’art. 609bis del Codice penale, infatti, interviene sul concetto di consenso e sul modo in cui viene valutata la violenza sessuale, producendo uno spostamento di senso che riguarda l’intera società. Le donne tornano ufficialmente a essere costrette a dimostrare di aver resistito, di aver detto no: chi accompagna ogni giorno le donne nei percorsi di uscita dalla violenza sa bene quante e quali eccezioni a questa semplificazione dovrebbero essere considerate. Non siamo di fronte a un dettaglio tecnico, ma a un cambiamento che può incidere sull’equilibrio tra tutela e responsabilità. Spostare l’attenzione sulle condotte della donna, anziché sull’azione di chi esercita violenza, significa riaprire una stagione di sospetto e di messa in discussione della parola delle donne. È un arretramento culturale prima ancora che normativo. La violenza contro le donne non è un fatto occasionale né il prodotto di singole patologie: è l’espressione di un sistema patriarcale che continua a strutturare relazioni, ruoli e poteri. Il patriarcato non è un retaggio del passato, ma un ordine simbolico e materiale che alimenta disparità nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni e nella sfera privata. Ridurre tutto a casi isolati impedisce di riconoscere questa radice profonda e di intervenire in modo efficace. Per CGIL Teramo, Coordinamento Belle Ciao Teramo e Coordinamento Donne SPI Teramo, difendere il principio del consenso significa affermare che l’autodeterminazione è un fondamento della democrazia costituzionale. Ogni intervento che ne ridimensioni la portata indebolisce l’intero sistema dei diritti e colpisce in modo particolare le donne, soprattutto quelle più esposte a precarietà e marginalità. Con il laboratorio permanente consenso_scelta_libertà intendiamo rafforzare un fronte ampio e plurale, capace di unire associazioni, sindacato e cittadinanza attiva. Vogliamo promuovere consapevolezza, iniziativa pubblica e mobilitazione nei territori e nei luoghi di lavoro, per contrastare ogni arretramento e ribadire che la libertà femminile non è negoziabile e che il consenso è un diritto fondamentale. Difendere il consenso significa contrastare il patriarcato e scegliere una società fondata su uguaglianza, rispetto all’autodeterminazione e piena cittadinanza per le donne. Per queste motivazioni la CGIL Teramo, il Coordinamento Belle Ciao Teramo e il Coordinamento Donne SPI Teramo, SABATO 14 FEBBRAIO ALLE ORE 15:00 si troverà in piazza a Montorio insieme alle altre realtà che hanno voluto dare un segnale concreto di contrarietà alle mancate dimissioni dell’Assessore Ciarrocchi del Comune di Montorio. Invitano, inoltre, tuttÓ™ a partecipare alla manifestazione nazionale del 28 febbraio a Roma per fermare il DdL Bongiorno.

CGIL Teramo - Pancrazio Cordone

Coordinamento Belle Ciao Teramo - Alessandra Palombaro

Coordinamento Donne SPI Teramo - Gianna Cortellini

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