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“ACCADDE AL LICEO” DI GIANLUIGI CHIASEROTTI

Cultura  | 28 January 2026

“ACCADDE AL LICEO” DI GIANLUIGI CHIASEROTTI

Verità o finzione? Da questo dilemma prende le mosse l’intera opera di Gianluigi Chiaserotti, una novella romanzata da leggere tutta d’un fiato, con attenzione e partecipazione emotiva, caratterizzata da un finale a sorpresa che rivela il piano iniziale del libro, tra intrecci e vicende storiche, politiche, personali, scolastiche e sociali.

La trama è basata sulla narrazione di un Preside fresco di nomina in un famoso liceo della Firenze bene, e racconta i fatti accaduti all’interno di una scolaresca giunta al terzo liceo (il quinto anno del liceo classico), che produrranno importanti risvolti nell’ambito delle dinamiche tra docente e discente, con riverberi anche di carattere familiare viste le conseguenze nefaste per la giovane contessa Capponi. Galeotto fu un biglietto all’apparenza innocuo scritto da quest’ultima, capitato per caso nelle mani di una docente prossima alla pensione dopo oltre 40 anni di onorevole servizio. 

E qui scatta il nucleo centrale del mistero, con una serie di colpi di scena che rivelano come quel biglietto in realtà altro non sia che una macchinazione architettata per una vendetta nei confronti dell’istituto scolastico, con un terribile ricatto che fa da elemento unificatore. Ne avrà la peggio la contessa Capponi, la cui immagine alla fine del libro viene per così dire rivitalizzata e rinvigorita in virtù di una lettera di pentimento, dato che ella non aveva alcuna responsabilità per quanto accaduto. E lo scoprirete leggendo…

Il contesto storico di riferimento è stato oggetto di profonda riflessione da parte mia. Con grande disinvoltura e maestria dialettica, l’autore Chiaserotti ci propone un preciso e nitido inquadramento storico alla base delle vicende ivi narrate. Il libro è ambientato nella Firenze post Seconda guerra mondiale, che fu liberata dopo la battaglia di Firenze dell’agosto 1944 grazie alla pervicacia dei partigiani, con i tedeschi in ritirata che distrussero tutti i ponti della città, tranne che il Ponte Vecchio. La Firenze del 1946 intraprese un lungo processo di ricostruzione in quanto i bombardamenti alleati avevano creato ingenti danni al patrimonio artistico, alle infrastrutture ed alle abitazioni civili. In questo contesto due riflessioni dell’autore si attagliano alla perfezione al periodo storico che stiamo vivendo e presentano evidenti analogie con l’attualità. “Al termine della guerra – scrive Chiaserotti – l’Europa perse definitivamente il primato politico-economico mondiale che fu assunto in buona parte dagli Stati Uniti d’America, a cui si contrappose l’Unione Sovietica” (le due superpotenze diedero vita al conflitto geopolitico definito “Guerra Fredda”). Alzi la mano chi, al di là dell’ideologia politica di riferimento, leggendo questo passo non abbia pensato alla situazione politica mondiale dei giorni nostri, in cui l’Europa si dimostra sempre di più un colosso dai piedi d’argilla. 

La seconda considerazione che ha calamitato la mia attenzione è quella in cui l’autore sostiene che “è tradizione consolidata che gli USA si ergano a “ispettori del mondo”, creando alle volte confusione con il loro interessamento”. Tendenza all’eccessivo interventismo che, dopo il secondo conflitto mondiale, si è sempre maggiormente rafforzata a tal punto che alcuni osservatori definiscono gli Stati Uniti gli “sceriffi del mondo”. 

Tornando al contesto storico-temporale, le vicende del libro si intersecano ad un altro fondamentale evento: il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, in cui gli italiani scelsero la forma di stato repubblicana ponendo fine all’epopea dell’assetto monarchico e dei filomonarchici, che non accettarono l’esito della consultazione elettorale a tal punto che si rischiò l’esplosione di una guerra civile. 

Nel solco della funzione di docente di Storia svolta dal preside Tornabuoni, nel libro emergono anche dotte citazioni letterarie e riferimenti a scrittori/filosofi di un glorioso passato, come il richiamo alla famosissima allocuzione di Cicerone tratta dal “De Oratore”: “Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis”, oppure la menzione di illustri autori come Boccaccio e Pirandello. 

Non poteva mancare il tanto decantato lieto fine, materializzatosi con il matrimonio tra il preside narratore prof. Tornabuoni e la dott.ssa Paradisi, una protagonista silenziosa ma assolutamente di primo piano , il cui ruolo vi invito a scoprire leggendo le pagine di un libro sorprendente, con pathos all’ennesima potenza e intensamente formativo sotto tutti i punti di vista. 

LUCA SALINI

 

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