Teramo - I sottoscritti e le sottoscritte, elettori ed elettrici del Comune di Teramo in qualità di Comitato promotore, espressione della cittadinanza attiva e partecipe alla vita politica e sociale della nostra città, esprimono da tempo profonda preoccupazione per la drammatica e insostenibile situazione in corso nella Striscia di Gaza e nei Territori Palestinesi Occupati, dove si registrano a tutt’oggi quotidianamente atti gravissimi contro la popolazione civile palestinese.
Alla luce delle testimonianze documentate su ciò che sta avvenendo nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, riteniamo non più eticamente e politicamente accettabile il mantenimento del gemellaggio tra il Comune di Teramo e l’autorità locale Rishon LeZion.
I gemellaggi tra città sono strumenti simbolici e concreti di cooperazione, dialogo e costruzione della pace. Tali legami istituzionali non possono essere mantenuti con realtà che appartengono a Stati responsabili di gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali.
Ad oggi non ci risultano pervenute prese di distanza formali o simboliche da parte del Sindaco di Rishon LeZion rispetto alle politiche portate avanti dal governo israeliano, responsabile di operazioni militari e di politiche di assedio, occupazione e punizione collettiva nei confronti della popolazione palestinese.
Politiche che la Commissione di inchiesta indipendente sui Territori palestinesi occupati istituita dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite nel 2021, presieduta dalla giurista e già giudice della Corte penale internazionale Navi Pillay, ha definito, nel rapporto conclusivo del 16 settembre 2025 “Legal Analysis of the conduct of Israel in Gaza pursuant to the Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide”, genocidio le condotte messe in atto da Israele in quanto messe in atto con l’intento di distruggere in tutto o in parte un determinato gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso in quanto tale.
Mantenere il gemellaggio rischia di essere percepito come una forma di legittimazione implicita. Teramo, città con una lunga storia antifascista, democratica e solidale, non può essere silente dinanzi a gravi violazioni dei diritti umani e deve riaffermare la propria coerenza con i principi di giustizia e solidarietà tra i popoli.
Per questi motivi, chiediamo al Consiglio Comunale, alla Giunta e al Sindaco del Comune di Teramo di avviare le procedure per la revoca del gemellaggio con l’autorità locale Rishon LeZion.
Si tratta di un atto politico e morale necessario per riaffermare i principi di giustizia, legalità internazionale e solidarietà tra i popoli.
La nostra posizione non è contro un popolo, ma contro politiche statali violente e oppressive, che negano ogni prospettiva di convivenza pacifica, giusta e duratura fra ebrei, musulmani e cristiani in quella terra martoriata, che merita un futuro di pace e pari dignità per tutti i suoi popoli.
Concludiamo con quanto dichiarato alla stampa il 03 ottobre 2025 – Gianguido D’Alberto Sindaco di Teramo:
«Non possiamo non procedere nell'impegno che abbiamo già assunto del superamento del gemellaggio: esso si fondava su presupposti di carattere umanitario, motivi umanitari che sono completamente calpestati in questi tempi dal governo israeliano», ha dichiarato il primo cittadino teramano.
Pancrazio Cordone, Alessandra Palombaro, Natascia Innamorati e Mauro Pettinaro
