Teramo - “Condivido la gioia e la soddisfazione del Magnifico Rettore, Christian Corsi, che ha oggi presentato con legittimo orgoglio i progetti pervenuti per il recupero del primo lotto funzionale dell’ex Manicomio di Teramo, opera finanziata tramite la Regione Abruzzo con i Fondi dell’Accordo di Coesione firmato tra il sottoscritto e il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Si tratta di un’opera molto attesa che può contribuire in maniera importante al rilancio e alla ridefinizione dell’intera città di Teramo, e non solo del proprio Ateneo. La Regione Abruzzo crede fortemente in questo ambizioso e difficile progetto, che continuerà a sostenere con convinzione.”
“Mi sarei limitato ad esprimere la soddisfazione per questo passo importante e decisivo, unitamente alle congratulazioni rivolte al Rettore (con il quale, all’atto della sua elezione, parlai approfonditamente del tema), se non avessi letto su alcuni organi di stampa, o ascoltato in servizi televisivi, la riproposizione di ricostruzioni superficiali, parziali quando non chiaramente tendenziose sul percorso di questi nove anni. E’ quindi necessario tornare sull’argomento specifico, e colmare il ‘vuoto’ lasciato nella presentazione odierna tra il 2018 e il 2025. Perché le cose che sono accadute in quei sette anni sono chiare e portano ‘nomi e cognomi’.”
“La progettazione affidata nel 2018, infatti, a inizio 2020 non aveva prodotto alcun risultato apprezzabile, tanto che il Ministro Provenzano (competente per la Coesione) del Governo Conte II inserì l’opera nell’elenco di interventi da definanziare per permettere alle Regioni di fronteggiare le spese della pandemia Covid. Fui quindi obbligato dal Governo a definanziare molte opere, e il Manicomio di Teramo rientrò nell’elenco definitivo, essendo il ritardo a quella data ormai irrecuperabile. Senza l’emergenza Covid, paradossalmente, l’opera sarebbe stata semplicemente cancellata, senza alcuna prospettiva di recupero dei fondi. Come invece è avvenuto grazie all’azione del sottoscritto, che ha inserito nell’Accordo ‘Provenzano’ clausole apposite per ‘salvare’ opere ritenute importanti per il territorio, nonostante il ritardo accumulato. Se, quindi, nel 2020 i fondi sono stati ‘tolti’, ciò accadde per esclusiva responsabilità dell’Ateneo che, in qualità di Soggetto Attuatore, non aveva prodotto Stati di Avanzamento progettuali in linea con il cronoprogramma e con le scadenze di legge imposte. Proprio per garantire un futuro recupero dell’intervento, invece di togliere l’intero importo lasciai a disposizione dell’Ateneo il 7,5% dei fondi, al fine di continuare e completare la progettazione. Cosa che ha consentito nel 2024 di avere la documentazione necessaria all’inserimento nel nuovo Accordo di Coesione, e di poter rapidamente procedere alle successive fasi, come sta regolarmente accadendo.”
“Quanto all’importo dell’intervento, i 30 milioni iniziali destinati all’Ateneo per il solo intervento di recupero del Manicomio, sono stati suddivisi in due interventi (20 per il Manicomio e 10 per la Facoltà di Veterinaria), condividendo con l’Ateneo l’opportunità di far partire un progetto di potenziamento dell’offerta formativa ritenuto di rilevante centralità nei piani dell’Università. D’altronde, gli oltre 8.000 mq che saranno ristrutturati garantiscono spazi sufficienti a far partire un progetto così ampio, e gli oltre tre anni di lavori previsti ci traguardano verso la fine dell’attuale ciclo di programmazione. Dimostrare la capacità di completare l’opera nei tempi e con le risorse stanziate sarà la chiave di volta per ottenere ulteriori finanziamenti per i successivi lotti, a cominciare dal prossimo ciclo di programmazione dei Fondi europei e della Coesione. La Regione farà del suo meglio per continuare ad assistere l’Ateneo in questo sforzo progettuale, sicuri che – finalmente – saprà dimostrarsi all’altezza come stazione appaltante e soggetto attuatore delle ingenti risorse ottenute”.
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.
