Teramo - Duro attacco del consigliere regionale di “Abruzzo Insieme” Giovanni Cavallari nei confronti del direttore della Protezione Civile Abruzzo Maurizio Scelli. «Parlare di apertura e collaborazione mentre si escludono o non si risponde sistematicamente ai consiglieri regionali - afferma Cavallari - è una contraddizione che smentisce nei fatti la narrazione proposta. La Protezione Civile non è pensata per organizzare concerti o passerelle mediatiche - prosegue Cavallari - ma per essere pronta a rispondere in modo rapido ed efficace a eventi calamitosi di qualsiasi tipo. Emblematico, in questo senso, è il caso della sede di Notaresco. A settembre il direttore Scelli aveva pubblicamente annunciato che la sede non sarebbe stata chiusa.
Oggi, invece, ci troviamo di fronte a decisioni e atti che vanno in direzione opposta, senza risposte scritte, senza confronto con il territorio e senza chiarire fino in fondo le ricadute sul presidio territoriale e sui tempi di intervento, soprattutto in un’area fragile come il Teramano. Questa contraddizione non è secondaria: mina la credibilità dell’azione amministrativa e dimostra una gestione priva di una visione chiara su cosa debba essere la Protezione Civile regionale. I continui cambi di idea certificano proprio questa mancanza di strategia». Il consigliere di opposizione pone dunque alcune domande al direttore Scelli: con quali risorse economiche sono stati finanziati concerti, eventi pubblici, allestimenti di palco, service audio e luci e iniziative collaterali riconducibili alla Protezione Civile regionale, e attraverso quali atti amministrativi tali spese sarebbero state autorizzate e rendicontate; che fine abbia fatto l’ospedale da campo più volte annunciato e sbandierato come elemento strategico della struttura regionale: se sia stato effettivamente acquisito, se tramite acquisto o noleggio, con quali risorse, dove sia attualmente collocato e se sia oggi realmente operativo in caso di emergenza.
«Non si tratta di polemica, ma di trasparenza, priorità di spesa e reale capacità operativa» conclude Cavallari.
