Poggio Morello - Il motore che ha cambiato la storia dei trasporti nacque da un’intuizione italiana. A metà Ottocento, quando le macchine a vapore erano il principale riferimento per produrre forza, Eugenio Barsanti e Felice Matteucci lavorarono a un’idea nuova: usare l’esplosione di una miscela gassosa per generare movimento.
L’intuizione iniziale fu di Barsanti. Nel 1843, mentre insegnava a Volterra, osservò la forza prodotta dall’esplosione di un gas in un esperimento con una “pistola di Volta”. Capì che quella forza poteva essere trasformata in energia meccanica. Per passare dall’intuizione a una macchina servivano però studi e competenze tecniche. Alla fine del 1851 iniziò la sua collaborazione con Felice Matteucci, ingegnere e specialista di meccanica. Insieme cercarono un sistema capace di trasformare lo scoppio in un movimento regolare.
Il 5 giugno 1853 Barsanti e Matteucci depositarono una memoria all’Accademia dei Georgofili di Firenze, per documentare le loro ricerche e tutelare la paternità dell’invenzione. Nello stesso anno fu costruito il primo prototipo, che funzionò in via sperimentale. Nel 1854 ottennero in Inghilterra un certificato di protezione per la loro invenzione. Nel 1863, dopo che il motore di Lenoir aveva suscitato grande attenzione, il Reale Istituto Lombardo riconobbe la priorità del motore di Barsanti e Matteucci. Nel 2004 il Deutsches Museum di Monaco espose una targa dedicata al primato dei due inventori italiani.
Il principio era rivoluzionario: la combustione di una miscela gassosa produceva una spinta che, attraverso il pistone e gli altri organi meccanici, diventava movimento. Non era ancora il motore delle automobili che conosciamo oggi, ma uno dei passaggi decisivi che avrebbero aperto la strada allo sviluppo dei motori moderni e, molto più tardi, alla motorizzazione di massa, di cui la Fiat 600 è diventata un simbolo. Il Comune di Lucca ricorda Barsanti e Matteucci come i primi a ideare e realizzare il motore a scoppio, completato nel 1853.
Una grande pagina di storia in piazza a Poggio Morello
Questa storia arriverà a Poggio Morello (TE) in occasione del 31° Raduno Fiat 600, in programma l’8 e il 9 maggio 2027. La riproduzione del motore Barsanti e Matteucci sarà esposta dall’8 al 16 maggio, offrendo a cittadini, visitatori, equipaggi e scuole l’occasione di conoscere da vicino una delle invenzioni che hanno cambiato il mondo.
Il modello dimostrativo consente di osservare il funzionamento e il movimento dei suoi organi meccanici. Nel corso dell’esposizione un ingegnere meccanico ne illustrerà il funzionamento; sono previste anche proiezioni video e due presentazioni al giorno. L’iniziativa vuole rendere comprensibile a tutti il passaggio dall’intuizione di due inventori italiani alla nascita del motore a scoppio.
L’iniziativa è stata ideata e promossa da Mauro Di Addezio, con la preziosa collaborazione della Fondazione Barsanti e Matteucci, che mette a disposizione il motore, e dell’Associazione Culturale Podium, organizzatrice del raduno e curatrice della mostra durante il raduno e nei giorni successivi, fino al termine dell’esposizione.
La mostra rappresenta la seconda tappa di un percorso dedicato alla cultura del motorismo storico, avviato nel 2026 a Poggio Morello da Mauro Di Addezio e dall’Associazione Podium, con la presentazione del libro Fiat 600 e Multipla: 70 anni di storia (1956–2026).
Con l’arrivo del motore, Poggio Morello unirà idealmente le origini della propulsione a scoppio alla Fiat 600: due momenti lontani nel tempo, ma legati dalla lunga storia dell’ingegno e della passione per i motori. L’Associazione Culturale Podium proseguirà così il proprio percorso culturale, in linea con le sue finalità di promuovere e organizzare manifestazioni popolari che contribuiscano ad arricchire la cultura e a valorizzare il paesaggio.
