Atri – L’arrivo della nuova risonanza magnetica di ultima generazione presso l’Ospedale “San Liberatore” di Atri rappresenta un risultato importante per il rafforzamento della sanità pubblica
locale e per il miglioramento dell’offerta diagnostica sul territorio. Il nuovo macchinario, consegnato questa mattina, sarà installato al pianterreno del corpo C, nei locali dell’ex Medicina Nucleare ora inglobati dalla Radiologia. Si tratta di una risonanza magnetica ad alto contenuto tecnologico, dotata di software con intelligenza artificiale, in grado di garantire immagini ad altissima definizione e tempi di acquisizione più rapidi per gli operatori sanitari e con benefici diagnostici per i pazienti su tutti i distretti corporei.
L’investimento complessivo è pari a quasi 2 milioni di euro, finanziati con fondi PNRR, di cui 914mila euro per l’acquisto del macchinario e circa 870mila euro per l’adeguamento strutturale dei
locali. Un intervento che consentirà studi avanzati su tutti i principali distretti corporei, inclusi mammella, prostata e cuore, ampliando in modo significativo le capacità diagnostiche
dell’ospedale. Come dichiarato dal Direttore Generale della Asl Maurizio Di Giosia con questo acquisto tutti gli ospedali teramani ora sono dotati di risonanza magnetica.
«Questo investimento – sottolinea il Segretario Provinciale Bruno Valentini – rafforza i presidi ospedalieri territoriali, l’accesso alle prestazioni sanitarie e potrà contribuire significativamente
alla riduzione delle liste d’attesa. Atri dimostra ancora una volta di poter essere un punto di riferimento sanitario non solo per l’area del Cerrano».
A evidenziare il valore clinico della nuova risonanza magnetica è anche il Dott. Ermanno Di Loreto esperto in materia sanitaria nel coordinamento del provinciale del partito, nonchè "Responsabile
della Terapia Emodepurativa" del Presidio Ospedaliero di Atri, che sottolinea come «la disponibilità di tecnologie diagnostiche avanzate sia fondamentale per percorsi di cura sempre più
precisi, tempestivi e integrati, soprattutto in ambiti delicati come quello oncologico e urologico».
Determinante sarà anche il ruolo del personale sanitario, che verrà adeguatamente formato per garantire il pieno utilizzo delle potenzialità del nuovo macchinario, assicurando standard elevati
di qualità e sicurezza.
L’attivazione della risonanza magnetica, prevista tra fine febbraio e inizio marzo, si inserisce in un percorso più ampio di ammodernamento tecnologico del presidio di Atri, che include anche
l’installazione dell’ortopantomografo, confermando l’importanza di investire in una sanità pubblica moderna.
