Giulianova - Un furto pianificato nei minimi dettagli con tecnologie di ultima generazione, un inseguimento a tutta velocità tra due province e una fuga disperata nei campi. È il bilancio di una movimentata operazione che ha visto collaborare i Carabinieri delle Compagnie di Giulianova e Chieti, culminata con l’arresto di quattro persone e il recupero del veicolo rubato. L'azione è scattata a Pineto, dove una banda composta da cinque trasgressori — tutti provenienti da fuori regione — ha preso di mira un'Alfa Romeo "Giulia" parcheggiata sulla pubblica via. Una volta agganciata la berlina, il gruppo si è diviso: uno si è messo alla guida del mezzo asportato, mentre gli altri quattro sono saliti a bordo di un'auto presa a noleggio, utilizzata come "staffetta" per coprire la fuga. Il piano è però saltato grazie alla tempestiva segnalazione e all'immediata attivazione della rete di controllo dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Giulianova. Mentre i quattro complici sulla vettura a noleggio venivano intercettati e bloccati dai militari nel teramano, la "Giulia" è riuscita a spingersi più a sud, fino a Francavilla a Mare, in provincia di Chieti. Qui una pattuglia dell'Arma locale ha intercettato il mezzo, dando vita a un serrato inseguimento. Sentendosi braccato, il conducente ha perso il controllo dell'Alfa Romeo, finendo autonomamente fuori strada. Prima che i militari potessero bloccarlo, l'uomo è riuscito ad abbandonare l'abitacolo e a dileguarsi nella fitta vegetazione delle campagne circostanti, dove le forze dell'ordine sono tuttora sulle sue tracce. A incastrare definitivamente i quattro soggetti fermati nell'auto a noleggio è stata la successiva perquisizione del veicolo. I Carabinieri hanno infatti scoperto e sequestrato una vera e propria officina tecnologica itinerante, pensata per aggirare i moderni sistemi di sicurezza: un programmatore universale per chiavi elettroniche con cinque chiavi "vergini" pronte alla codifica, un lettore di centralina completo di cavi e alimentazione autonoma, attrezzi classici da scasso come un cacciavite e una tronchese, e un ingegnoso dispositivo artigianale in polistirolo, progettato appositamente per isolare il modulo GPS di bordo e impedirne la localizzazione satellitare. L'intero kit e i veicoli sono stati posti sotto sequestro. Per i quattro complici fermati, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Teramo, si sono aperte le porte della locale casa circondariale, dove restano associati in stato di arresto con l'accusa di furto aggravato.
