Teramo - La Banca del Mezzogiorno (BdM) ha una forte presenza in Abruzzo, grazie agli sportelli delle ex Casse di Risparmio della provincia di Teramo (Tercas) e Pescara (Caripe), acquisite poi dalla Popolare di Bari, prima dell’intervento di salvataggio dello Stato con la costituzione della stessa Banca del Mezzogiorno. Per queste ragioni la Cgil Teramo chiede alle istituzioni di intervenire per scongiurare la desertificazione bancaria sul territorio soprattutto in un momento di forte crescita del sistema economico regionale e al contempo alle prese anche con la fragilità indotta dal rialzo dell’inflazione. «Abbiamo chiamato a raccolta la politica del nostro territorio per parlare di un tema, quello della vendita di BDM, una banca, la banca del nostro territorio, una banca che è stata vicino al territorio, ai cittadini e alle piccole imprese - spiega Pancrazio Cordone, segretario generale della Cgil Teramo - siamo di fronte ad un passaggio cruciale, il nostro appello è quello che la politica non lasci semplicemente al mercato questo passaggio, per tutelare i livelli occupazionali, per tutelare il livello in particolare di credito alle imprese, che sul nostro territorio è fatto di piccole e piccolissime imprese, per andare contro la desertificazione bancaria». «Bisogna a tutti i costi evitare la desertificazione bancaria, qualcuno direbbe ambizioso progetto - chiarisce Luca Copersini, Segretario generale della Federazione Italiana Sindacato Assicurazioni Credito (FISAC) - il problema è che quantomeno bisogna arginare questo fenomeno e devo dire che per quanto riguarda Tercas e Caripe, le banche che sono subentrate, quindi prima Popolari di Bari e poi BDM Banca hanno mantenuto sostanzialmente un approccio da banca locale, è chiaro che nel momento in cui BDM Banca viene ceduta a un gruppo di livello nazionale la preoccupazione è più che legittima». Coinvolte alle istituzioni chiamate ad intervenire, e il sindaco di Teramo Gianguido d'Alberto risponde presente. «Intanto è necessaria la mobilitazione, perché l'azione della CGIL è un'azione quantomai opportuna, necessaria e fondamentale e poi la mobilitazione e azione istituzionale, come ho fatto anche in passato. Anche in questo caso ho già avviato dei primi contatti che ovviamente in questo caso non possono che essere superficiali, perché siamo ancora in una fase di definizione del processo di acquisizione affinché non appena la situazione sarà definita avremo subito un'interlocuzione istituzionale con chi subentrerà». Anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha scritto al direttore generale all’amministratore delegato di Medio Credito Centrale, Ferruccio Ferranti, in merito alla possibile cessione della Banca del Mezzogiorno. Nella lettera Marsilio chiede al manager di prestare la massima attenzione per la tutela dei livelli occupazionali in Abruzzo, regione che ha pagato un tributo già alto alle ristrutturazioni finanziarie con le note vicende delle Casse di Risparmio. Marsilio, quindi, chiede un forte impegno del management per sostenere le esigenze della comunità abruzzese.
