Teramo - “Esprimo profondo sconcerto per quanto emerso oggi nell’ambito dell’operazione
“Ricostruzione”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della
Repubblica di Ancona, che ha portato alla luce un quadro di estrema gravità, con
ipotesi di truffa aggravata negli appalti per la ricostruzione privata post sisma,
infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo mafioso e fenomeni corruttivi negli
appalti pubblici”
Lo dichiara il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.
“A nome mio e dell’intera Struttura commissariale, rivolgo un sentito ringraziamento
alla magistratura e alla Guardia di Finanza per il lavoro svolto con professionalità e
determinazione, volto a fare piena luce su vicende che, se confermate,
rappresenterebbero un’offesa inaudita alle istituzioni e, soprattutto, alle comunità
colpite dal terremoto e ai cittadini che attendono da anni di ricostruire le proprie case
e ritrovare una piena normalità. La ricostruzione post sisma non deve essere terreno
di conquista per interessi criminali né occasione di arricchimento illecito ai danni di
territori già duramente provati. È un impegno pubblico che richiede trasparenza,
responsabilità e un presidio costante della legalità. Fin dall’avvio della ricostruzione,
il decreto-legge n. 189 del 2016, in particolare agli articoli dal 30 a 35, ha previsto
strumenti rigorosi di legalità per prevenire le infiltrazioni criminali, tra cui la creazione
di un’Anagrafe antimafia esecutori specifica, il DURC di congruità e il badge di
cantiere, con il coordinamento assegnato alla Struttura di missione antimafia istituita
specificamente presso il Ministero dell’interno. A ciò si aggiunge l’alta vigilanza
dell’ANAC sulla ricostruzione pubblica e il controllo preventivo della Corte dei Conti
sulle ordinanze commissariali. A rafforzare questo dispositivo, con ordinanza del 2024
a firma del sottoscritto, si è vietato il subappalto a cascata. Questi presidi hanno
dimostrato una loro significativa efficacia operativa, come testimoniano le 102
interdittive antimafia e i 13 provvedimenti di vigilanza collaborativa emessi negli
ultimi tre anni; questo vuol dire che 102 aziende sospette sono state bloccate e tenute
lontane dai cantieri della ricostruzione. Dalle informazioni diffuse dalla Guardia di
Finanza emergono tuttavia ipotesi di gravi condotte fraudolente, concretizzatesi in
falsificazioni che avrebbero consentito di eludere i presidi preventivi di legalità
alterando elementi essenziali per il funzionamento dell’Anagrafe antimafia. Si tratta
di meccanismi particolarmente insidiosi, che solo grazie agli strumenti investigativi e
repressivi propri dell’Autorità giudiziaria, possono essere individuati e rimossi. È
proprio questa sinergia tra prevenzione, controllo e azione investigativa a
rappresentare una garanzia fondamentale per la legalità e la trasparenza dell'intero
processo di ricostruzione. A dieci anni dal sisma, è inaccettabile anche solo l’ipotesi
che qualcuno abbia tentato di lucrare sulle difficoltà delle popolazioni terremotate,
trasformando una tragedia collettiva in un’opportunità di profitto illecito. Sono
costantemente in contatto con la Struttura di missione antimafia per valutare ogni
iniziativa utile a tutelare i cittadini coinvolti. La priorità della Struttura commissariale
è quella di difendere le famiglie incolpevoli, garantire la continuità della ricostruzione
e assicurare che ogni responsabilità venga accertata nelle sedi competenti. Non
consentiremo che le condotte di alcuni compromettano il lavoro di migliaia di
imprese, professionisti e lavoratori onesti che stanno contribuendo alla rinascita dei
territori colpiti. La legalità non è un ostacolo alla ricostruzione, ma un presupposto
perché possa completarsi. Su questo principio non possono esserci arretramenti”
conclude Castelli.
