Un fronte unito di Enti del Terzo Settore, associazioni di tutela familiare, professionisti e comitati di genitori – guidato dalle Associazioni Io Genitore APS e Radici Sociali APS – ha formalizzato una dura e argomentata replica istituzionale e scientifica alla recente presa di posizione del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) in materia di alienazione parentale e rifiuto genitoriale (indotto).
La presa di posizione del CNOP, adottata a fine settembre a Udine e oggetto di successive precisazioni lo scorso 16 ottobre, rischia di appiattire un dramma sociale e relazionale sulla sola disputa terminologica diagnostica, finendo per negare l'esistenza stessa di condotte ostative, manipolatorie e di grave disagio che troppi bambini e genitori subiscono quotidianamente all'interno delle aule giudiziarie.
A smontare l'impostazione del CNOP è intervenuto anche il recente documento tecnico-scientifico diffuso dalle principali società di psicologia giuridica e forense (SPG e AICPF), che richiamano i dati della letteratura internazionale (oltre 700 studi indicizzati e 15.000 citazioni) e le categorie del DSM-5 sui problemi relazionali, ribadendo che l'assenza di un'etichetta patologica formale non autorizza a ignorare o rendere invisibili le condotte di condizionamento e la violenza psicologica sulle famiglie.
Il documento congiunto – inviato ufficialmente via PEC alla Presidenza del Consiglio, al Ministero della Giustizia (Ministro Carlo Nordio), al Ministero per la Famiglia e la Natalità (Ministra Eugenia Roccella), all’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e al CSM – accende i riflettori anche sulla recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) dell’8 ottobre 2026, che ha nuovamente sanzionato l’Italia per la sistematica violazione dell'art. 8 della Convenzione, denunciando l'inerzia e lo strapotere dei Servizi Sociali e delle autorità giudiziarie nei procedimenti di visita. Di fronte al trascorrere del tempo che azzera i legami familiari, la Corte di Cassazione e Strasburgo ricordano che lo Stato ha l'obbligo di intervenire con la massima tempestività.
Al centro dell'istanza vi è il "Messaggio dei Genitori Rifiutati Riuniti", un grido di dolore profondo che dà voce a madri e padri ridotti a "genitori sulla carta", impossibilitati a vivere l'affetto dei propri figli a causa di pianificate dinamiche di svalutazione e isolamento.
«Temi di tale rilievo non possono essere liquidati con contrapposizioni ideologiche o prese di posizione unilaterali» – dichiarano i promotori –. «Servono valutazioni multidisciplinari, competenze rigorose e un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e degli ordini professionali. Non ci fermeranno davanti all’ennesimo rifiuto e alienazione istituzionale. Mai più figli orfani di genitori sani in vita».
