Torano Nuovo - Esiste un modo di entrare in un luogo non distratto, non di passaggio ma consapevole, voluto. È così che ieri sera il pubblico è entrato nello spazio culturale "La Scaletta" di Torano Nuovo.
Un luogo elegante, accogliente, curato in ogni dettaglio dagli ideatori e proprietari dello spazio, che hanno accolto l'autore Romolo Di Francesco per una nuova tappa di presentazione del suo libro. Una serata sentita, partecipata, profondamente toranese.
Se in ogni presentazione il romanzo trova una luce diversa, ieri il taglio è stato volutamente formativo. Al centro non solo la trama, ma il peso che un libro può avere come strumento di ricerca, soprattutto per i più giovani. Il bisogno, oggi più che mai, di cercare risposte, soluzioni, direzioni dentro a quelli che l'autore chiama "prodotti letterari" - e che sono molto di più: sono esperienze di vita.
Tanti i temi toccati, alcuni dei nuclei più forti del romanzo: il pregiudizio e il coraggio di superarlo, l'errore non come colpa ma come esperienza necessaria, il valore della vita e il valore dell'amore nelle sue forme più semplici e resistenti. Un incontro suggestivo, attraversato da un'emozione sincera e condivisa.
Ad aprire la serata, con parole molto belle e partecipate, la Sindaca di Torano Nuovo, Anna Ciammariconi, che ha rivolto alla sua comunità cittadina una riflessione profonda. Parole che, anche senza aver ancora letto il libro, accendevano il desiderio di leggerlo e di interrogarsi su tematiche attualissime.
Altro momento centrale è stata la riflessione sul valore dell'opera d'arte e su quanto sia importante scrivere solo quando si è pronti a farlo: pronti per competenza, ma soprattutto per consapevolezza.
Prezioso, come sempre, l'intervento del Maestro Luciano Paesani - regista, drammaturgo e docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo - che è tornato a prestare la sua voce come lettore, insieme ad altri lettori della serata.
Presente per l'occasione anche il vicepresidente del Teatro Ariel, Fabio Forcina.
Un ringraziamento sentito va a chi ha reso possibile la serata, a chi cura ogni giorno La Scaletta come un presidio di bellezza.
Ci si è salutati con un proposito semplice e necessario, che è già un programma: continuare a fare comunità attraverso la cultura, con altri eventi, con altri incontri.
Cristina Mincione
