Teramo - L'ordinanza firmata dal sindaco D'Alberto è un segnale positivo. Limitare il consumo di alcol e
contrastare il degrado negli spazi pubblici sono scelte giuste, che condivido. Un'ordinanza però
da sola non basta: serve una strategia più ampia e condivisa anche perché chi entra in consiglio
comunale ha una responsabilità precisa verso chi lo ha votato: trovare soluzioni ai problemi!
Il punto di partenza è chiaro: la sicurezza è competenza dello Stato e alle forze dell'ordine va il
nostro pieno rispetto per il lavoro che svolgono ogni giorno ed il Comune di Teramo deve
affiancarle e farlo in modo organizzato.
La mia proposta centrale è il vigile di quartiere. Un punto di riferimento umano, presente, che
conosce già le strade, le persone, i luoghi critici, che i cittadini sanno dove trovare, a cui
possono rivolgersi direttamente quando c'è un problema e che presidia i nostri quartieri ogni
ora. Qualcuno che arriva subito, perché è già lì. Questo rapporto di fiducia tra cittadino e
istituzione è qualcosa che nessuna ordinanza può costruire al posto nostro.
E per renderlo davvero efficace, chiederò che il vigile di quartiere sia dotato degli strumenti
giusti: biciclette elettriche, monopattini e droni per il monitoraggio aereo. Con questi mezzi,
ogni angolo della città diventa raggiungibile in pochi minuti. La tecnologia al servizio della
presenza umana sul territorio.
Infine, il Daspo urbano. Prevenzione e prossimità sono la priorità, chi continua a rendere
insicuri gli spazi pubblici deve sapere che ci sono conseguenze. Il Daspo esiste, va applicato
con rigore e continuità.
Per tutto questo presenterò un ordine del giorno nella prima seduta consiliare utile.
Teramo ha bisogno di fatti ed io intendo fare la mia parte.
