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“TUTTI VIA”, IL NUOVO ROMANZO DI BERARDO MEDORI

Cultura  | 14 April 2026

Tutti Via (Il Viandante 2026), è un romanzo avvolgente e carico di pathos che tiene incollato il lettore con entusiasmo e curiosità dalla prima all’ultima pagina. Si passa da descrizioni geografiche e di personaggi piene di immagini realistiche e suggestive a citazioni dall’elevato tenore letterario, per poi arrivare con disinvoltura ad una narrazione esaustiva dei fatti e dei momenti topici del romanzo, il tutto condito da un linguaggio a volte boccaccesco e spinto, per usare un eufemismo!, utilizzato per una migliore comprensione ed esplicazione del carattere e della personalità dei protagonisti e delle protagoniste.

Colpisce in particolare il richiamo, motivato e per nulla lasciato al caso, a una frase tratta da Delitto e Castigo di Dostoevskij, che recita così: “A volte l’uomo è straordinariamente, appassionatamente innamorato della sua sofferenza”. In un certo senso si pone una similitudine tesa a sottolineare l’affinità tra il pensiero del protagonista Giacomo, vittima di un disegno atroce orchestrato a suo danno dalla perfida Teresa e tradito da un destino beffardo, e quello del celebre scrittore russo. Scoprirete che Giacomo era un divoratore di libri, in possesso di alta erudizione di cui amava fare sfoggio. 

La protagonista principale è Teresa detta La Munnezzare, figlia del netturbino del paese di Rocca San Rocco, sito nell’appennino abruzzese, all’inizio una persona ambiziosa ma perbene, che con il passare della narrazione si trasforma in una donna spregiudicata, pronta a tutto pur di raggiungere i suoi loschi obiettivi personali, pericolosa, capace di (r)aggirare tutti e di portare dalla sua parte con abilità e perfidia anche i rappresentanti delle istituzioni, come “l’inutile e ridotto ai margini” Sindaco, con il quale intrattiene anche uno scambio di amorosi sensi e grazie al quale diventa dirigente comunale. Donna talmente malefica da progettare la cancellazione del suo paese trasformandolo in un Relais con la conseguente chiusura di ogni attività commerciale, nonostante la forte opposizione e la pervicace contrarietà dei suoi concittadini. 

E qui torna alla ribalta la remota problematica dello spopolamento dei paesi dell’interno, in questo caso ordito dalla protagonista Teresa, ma che si manifesta in misura sempre più marcata, determinando oggi lo svuotamento fisico e morale dei meravigliosi borghi in favore di luoghi solo all’apparenza più comodi e congeniali. Rocca San Rocco è un paesino ridente, dove le persone si aiutano tra di loro, che vede come punto di ritrovo il bar del paese, pieno di cosiddetti “vitelloni” di felliniana memoria, nullafacenti e indolenti, avvezzi solo a ridestare i loro istinti, e non solo, al passaggio di una bella donna.

Il romanzo ripercorre oltre 40 anni di vicende e di fatti a cavallo tra la fine del ‘900 e l’inizio del nuovo millennio e si intreccia a livello di contesto storico anche a immani tragedie, come il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, che determinerà la fine dell’idillio pseudo familiare ritrovato dopo tante peripezie ed esperienze, anche giudiziarie, che segneranno per sempre la vita dei protagonisti. 

Potente anche il ritratto di una delle protagoniste che dichiara la propria omosessualità, incontrando per questo sulla sua strada persone bigotte e piene di pregiudizi. Alla fine questa donna, pur avendo commesso degli errori che scoprirete leggendo e per i quali sconterà la sua pena, si rivela l’elemento unificante di tutta la coinvolgente trama, essendo riuscita a ridare una vita e a salvare la vita.

L’amaro finale si ricollega in modo ineluttabile al prologo, da cui prende le mosse in maniera sistematica e organica tutta la storia in un dipanarsi narrativo ricco di colpi di scena assolutamente inaspettati.

Un romanzo da leggere tutto d’un fiato, con attenzione e partecipazione emotiva; un libro paradigmatico che invita tra le righe a godere pienamente di ogni momento della vita, sulla falsariga della celebre frase “chi vuol essere lieto sia, di doman non v’è certezza”.

LUCA SALINI

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