Teramo – Non è un refuso e non è solo gesto. È una dichiarazione poetica. Si intitola "Versando colori", la personale di Leonardo Bruno Villani che dall’11 al 24 giugno abiterà la sala espositiva di via Nicola Palma 16 a Teramo. Un titolo che l’artista pronuncia con lentezza, come se ogni sillaba pesasse: "versando", perché qui il verbo è doppio: c'è il versare fisico, materico, il colore che cade, si rovescia, invade la tela senza chiedere permesso. E c’è il "verseggiare" intimo, segreto: la pittura come atto poetico, come strofa che non usa parole ma luce. “Versando è anche mettere in versi” spiega Villani. “Non getto soltanto. Scrivo con il colore”.
Per lui dipingere non è mestiere, è necessità. Lo dice senza retorica: “L’arte è il mio alter ego. Quello che mi guida quando il quotidiano non basta”. Dal quotidiano, infatti, prende tutto. Assorbe energia, quella minuta delle cose che accadono, dei volti, delle tensioni e la trasforma. La riversa. Da qui i colori accesi, quasi elettrici, che non decorano ma ricaricano.
È un’arte che ha valore terapeutico, lo dichiara apertamente, non perché voglia guarire il mondo, ma perché prima ha guarito lui. Ogni tela è un passaggio: dal pieno che ingombra al pieno che libera. Il gesto pittorico diventa respiro e il colore diventa luce, non la luce dipinta, la luce generata.
I soggetti sono molti, ma l’origine è una: la natura entra come ritmo, non come paesaggio. Gli astri come misura del tempo interiore, non come astronomia. E poi la figura femminile, la donna: non musa, ma matrice presenza che tiene insieme nascita, trasformazione, resistenza. Molte opere nascono da fasi della vita precise – l’attesa, la perdita, la rinascita – ma non le raccontano. Le attraversano, le traducono in frequenza luminosa.
Per questo i suoi rossi non urlano e i suoi blu non raffreddano. Sono temperature emotive.
C’è un’ultima indicazione, ed è forse la più importante: l’artista non spiega. Consegna. Ciascuno, davanti all’opera, deve poter fare suo quello che vede. Immedesimarsi in modo totalmente soggettivo. Non c’è didascalia che tenga, se il colore ti ha già parlato.
"Versando colori", non chiede interpretazioni corrette. Chiede disponibilità. Chiede di stare, per un tempo, dentro una luce che qualcun altro ha acceso per sé e poi ha lasciato lì, per tutti.
È la sensibilità di Leonardo Bruno Villani: usa il quotidiano come carburante e restituisce energia sotto forma di visione. Non per abbellire le pareti. Per ricordarci che esiste sempre un’alternativa al buio.
Informazioni: "Versando colori", personale di Leonardo Bruno Villani, Teramo, Sala espositiva via Nicola Palma, dall’11 al 24 giugno. Orario ininterrotto 16:00 - 23:00. Ingresso libero. Tutta la cittadinanza è invitata ad intervenire.
Cristina Mincione
