Teramo - “A nome di tutta l’amministrazione provinciale esprimo la vicinanza personale e istituzionale al sindaco Nugnes per le gravissime scritte offensive comparse in diversi luoghi della città” dichiara il presidente Camillo D'Angelo in merito a quanto accaduto a Roseto degli Abruzzi.
“La parola mafia non è un insulto qualsiasi. In questo Paese ha un significato preciso, una storia di sangue, di violenza, di sopraffazione. Evoca le stragi, le vittime innocenti, i servitori dello Stato assassinati per difendere la legalità e la democrazia. Usarla per colpire un avversario politico significa offendere anche quella memoria e banalizzare uno dei fenomeni criminali più drammatici della storia italiana.
C'è poi un altro aspetto che considero inquietante: la ripetizione della stessa scritta in diversi luoghi della città solleva molti interrogativi sulla natura dell'episodio. Più che una ragazzata estemporanea, sembra un'azione studiata e pianificata. Saranno naturalmente le indagini ad accertare come si siano svolti i fatti e chi ne sia responsabile.
Fomentare un clima di odio e di veleni è una responsabilità grave, anche quando non si è materialmente gli autori di certi gesti. Perché le parole preparano il terreno alle azioni, le accuse ripetute diventano condanne senza processo e la delegittimazione sistematica delle persone finisce per avvelenare la vita democratica di un'intera comunità. Nessuno può pensare di alimentare il fuoco e poi dichiararsi estraneo all'incendio”.
