Torricella Sicura – Nel cantiere della ricostruzione post-sisma di Piano Grande, frazione di Torricella Sicura, sembra essersi consolidata una prassi tanto efficace per le tasche dei lavoratori quanto pericolosa per la sicurezza e la legalità: per vedere riconosciuto il proprio stipendio, bisogna salire sui ponteggi e minacciare il vuoto.
L’ultimo episodio ha visto protagonisti quattro operai, scesi dalle strutture solo dopo aver strappato l'ennesimo accordo economico d'urgenza. Per loro la mediazione ha funzionato: mille euro subito in contanti e i restanti mille dilazionati in due rate mensili da 500 euro. Una boccata d'ossigeno immediata che però non spegne l'incendio, ma si limita a circoscriverlo.
Un pericoloso effetto domino. Il vero problema che emerge dal cantiere teramano non è più solo la pur gravissima inadempienza contrattuale, ma il meccanismo perverso che si è innescato. La cronaca degli ultimi giorni traccia un copione identico e ripetitivo: blocco dei pagamenti, protesta eclatante ad alta quota, trattativa febbrile, accordo e temporaneo ritorno alla calma.
Una dinamica speculare a quella già vissuta la settimana scorsa, quando una ventina di lavoratori aveva adottato la stessa identica strategia per sbloccare le spettanze arretrate. Quella prima rivolta ha però lasciato strascichi pesanti, trasformandosi in una battaglia legale: la ditta subappaltatrice, la SudTech, ha infatti risposto depositando una denuncia formale contro i venti operai, accusati a vario titolo di estorsione e danneggiamento.
Il nodo dei tre operai rimasti. Mentre la magistratura farà il suo corso per accertare le responsabilità penali di quella prima rissa sindacale, la bomba sociale a Piano Grande resta innescata. All'appello mancano infatti ancora tre lavoratori – un cittadino afghano, uno albanese e uno algerino – anch'essi legittimamente in attesa di ricevere il denaro dovuto.
Il timore, ormai tutt'altro che velato tra le autorità locali e i sindacati, è che passi un messaggio devastante: l'unico modo per vedersi riconosciuto un diritto sacrosanto come il salario sia l'illegalità o la messa a rischio della propria incolumità.
La ricostruzione di Piano Grande a Torricella Sicura si trova così sospesa a metà. Da un lato ci sono i mattoni e il cemento per ridare una casa ai residenti; dall'altro una vertenza strutturale che, senza un intervento definitivo dell'appaltatore principale o delle istituzioni preposte, rischia di consumarsi un’impalcatura alla volta.
